Cappella del Cristo deposto

Cappella del Cristo deposto

Cristo deposto

Cristo deposto

Cappella del Cristo deposto

legno scolpito, intagliato, dipinto
1680-81

Filippo Parodi (1630-1702)
Domenico Piola (1628-1703)

Quando si entra nella Chiesa di San Luca (parrocchia gentilizia della famiglia Spinola) si vede, sulla destra, il suggestivo Cristo deposto che fu scolpito da Filippo Parodi – artista formatosi nella scuola di Pierre Puget (1620-1694) – e dipinto da Domenico Piola. Fu commissionato da Orietta Spinola, che pagò per la sua realizzazione 600 lire allo scultore e 20 lire al pittore. In origine accanto al Cristo deposto doveva essere collocato un angelo che accresceva l’effetto scenografico del gruppo, La cromia originale del Piola è in parte stata nascosta da una uniforme ridipintura ottocentesca.



Filippo Parodi

Scultore e intagliatore genovese. Nella sua Storia de’pittori scultori e architetti liguri e de’forestieri che in Genova operarono, Carlo Giuseppe Ratti afferma che il Parodi iniziò come intagliatore, per poi recarsi a Roma due volte, dove per ben due volte rimase sei anni. Il periodo romano è essenziale per capire lo stile della sua opera. L’altare della Vergine nella chiesa di Santa Maria delle Vigne, a Genova, è decorato dalle figure allegoriche delle virtù teologali (fede, speranza e carità), simbologia che ricorre spesso nelle chiese di Roma. Le quattro statue raffiguranti altrettanti personaggi delle Metamorfosi di Ovidio (Narciso, Giacinto, Clizia e Flora) conservate a Palazzo Reale, a Genova, rivelano una profonda conoscenza della scultura barocca romana. Queste opere e la grande specchiera di legno intagliato che si può ammirare a Villa Durazzo ad Albissola risalgono all’incirca al 1661.
(Fonte: Grove Dictionary of Art)

 

Domenico Piola

PiòlaDomenico. – Pittore e incisore (Genova 1627 – ivi 1703). Formatosi presso il fratello Pellegrino (Genova 1617 – ivi 1640) e sui pittori tardomanieristi lombardi, fu influenzato da V. Castello, con il quale lavorò nell’Oratorio di San Giacomo alla Marina (Decollazione dis. Giacomo1647) e poi da G. B. Castiglione. In seguito creò una attivissima bottega con G. de Ferrari e si dedicò soprattutto a grandi cicli decorativi: Giano che consegna a Giove le chiavi della città (1660 circa, palazzo Spinola), l’Autunno e l’Inverno (168788, Palazzo Rosso). Notevoli anche S. Pietro guarisce lo storpio (1694, Santa Maria in Carignano), gli affreschi di San Luca (1695), influenzati dalla pittura romana, e i numerosi disegni. n Dei suoi figli, Paolo Girolamo (Genova 1666 – ivi 1724) collaborò con lui e fu a Roma (169094), poi a Loreto e Forlì con il marchese Pallavicini. A Genova, notevoli tra le sue opere la Madonna e Santi (Santa Maria in Carignano) e gli affreschi del Concilio degli dei (palazzo Ferretti).
(Fonte: Treccani)

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